Memoria e invecchiamento

Il movimento è vita: dove non c’è movimento c’è stasi; il movimento serve per la circolazione, attivando la pompa del flusso che apporta ossigeno alla cellula, agevola il drenaggio e la disintossicazione dei tessuti.

Il limite biologico è molto sottile e dipende da fattori genetici, fenotipi dell’ambiente, stili di vita, emozioni, ansia e dispiaceri.
Il limite biologico è molto sottile e dipende da fattori genetici, stili di vita, emozioni, ansia e dispiaceri: occorre mantenere la condizione di riequilibrio sia emotiva sia fisica, cioè conoscersi meglio, ascoltarsi, intraprendere scelte in grado di avvantaggiare la propria biologia tramite il movimento consapevole riduce la mortalità totale, la mortalità per malattie cardiovascolari, respiratorie, obesità, sindrome metabolica, diabete tipo II, cancro del colon, osteoporosi, depressione degli anziani.

Un’alimentazione corretta rallenta i processi di invecchiamento.

Gli anziani sono a rischio di malnutrizione causa di vari fattori: solitudine, basso reddito, invalidità, malattie croniche, depressione, uso di farmaci e scarsa educazione alimentare come carenze da errori alimentari, da mancanza di varietà di cibi, da difetto di masticazione (mancanza di denti, dentiere inadatte), da eccesso di fibre, riduzione del senso di odorato e di gusto con perdita di interesse per il cibo, alterata regolazione dell’appetito con sazietà precoce, ridotto senso della sete con tendenza alla disidratazione.

Si avvia a una condizione cronico degenerativa in modo irreversibile e progressivo.

L’unica possibilità di terapia medica è la prevenzione, cioè intervenire nelle prime fasi della malattia (“lieve danno cognitivo”).
La strategia sperimentale consiste nel riportare i soggetti in un ambiente ricco di stimoli con un aumento dell’attività dei centri nervosi che innescano catene molecolari che rappresentano una vera terapia farmacologica endogena.

Si deve distinguere la prevenzione primaria da quella secondaria.
La prevenzione primaria è il periodo della vita utile per effettuare il test genetico che va dai 40 ai 65 anni, la prevenzione secondaria dai 65 in poi: da ciò è possibile indicare una terapia adeguata al profilo del rischio, aumentando le difese immunitarie, tutelando l’ambiente biologico, la comunicazione, la partecipazione e l’inclusione sociale come momento per sentirsi parte dell’ambiente e della società.

L’invecchiamento è la conseguenza di una:
• Ridotta eliminazione dei cataboliti cellulari, con il loro accumulo nei tessuti e di un
• Aumento dello stress ossidativo; ne consegue la necessità di uno smaltimento attraverso la circolazione sanguigna.

L’ozono, stimolando il sistema antiossidante mitocondriale, riattiva la circolazione venosa e linfatica e facilita l’eliminazione dei cataboliti cellulari, con notevole effetto anti-invecchiamento.

FATTORI ENDOGENI:

Il non utilizzo dell’ossigeno: IPOSSIA: può essere causato da:

• Disequilibrio idrico negli ambiti intra ed extra cellulari e della composizione della materia costituente le strutture cellulari,
• Disequilibrio elettrolitico,
• Deficit immunitario.

FATTORI ESOGENI:

• SEDENTARIETA’ della vita moderna
• AMBIENTE
L’acqua che utilizziamo, l’aria che respiriamo, il terreno, nelle cui radici si trovano gli alimenti (verdure, ecc).

Per prevenire, attenuare e allontanare l’invecchiamento, nella medicina moderna possiamo avvalerci di test genetici che valutano il DNA della persona e si effettuano attraverso un semplice brush che raccoglie, all’interno della bocca, le cellule contenenti il nostro DNA.

• TERAPIA NUTRIZIONALE
• KINESITERAPIA attiva e passiva
• DELOS sistemi di valutazione propriocettiva e posturale con riabilitazione naturale.
• BIORISONANZA ottimizza alcune funzioni cellulari.
• OSSIGENOOZONOTERAPIA
In seguito al trattamento con ozono si nota un aumento significativo della concentrazione dell’emoglobina ossigenata, mentre l’emoglobina non

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