Disbiosi, colite ulcerosa e ozonoterapia

La disbiosi intestinale, presente nel 60-70% delle persone, è un processo infiammatorio della mucosa intestinale con un insieme di sintomi e disturbi funzionali gastroenterici che possono evolvere, con coinvolgimento di organi ed apparati distanti dal colon.

L’equilibrio della flora batterica intestinale è indispensabile per la salute di tutto l’organismo.

La disbiosi è causata dall’alterazione funzionale del delicato equilibrio intestinale della mucosa e dalla permeabilità della parete (Leaky Gut) e dalla modificazione della flora batterica che viene colonizzata da agenti cattivi di tipo batterico, fungino e parassitario: l’alterazione delle pareti intestinali vengono spesso scambiate per spianamento dei villi con conseguente interpretazione di celiachia.

Dal momento che la prima fonte di microrganismi per il neonato è rappresentata dal contatto con la flora batterica vaginale materna, la modalità con cui avviene la nascita è il fattore che inizialmente condiziona la composizione microbica intestinale del neonato, cioè il tipo di parto è un fattore molto importante per lo sviluppo della composizione della flora batterica.

Il feto alla nascita è sterile, ma già nel canale vaginale si contamina con i batteri vaginali, e con l’ambiente, nel parto cesareo, questo processo non avviene e la composizione della microflora è diversa, meno ricca di lattobacilli.

Inoltre l’allattamento materno al seno, per la presenza di alfa lattoalbumina del colostro stimola prevalentemente la crescita di bifido batteri, apporta un elevato numero di cellule staminali presenti nel colostro stesso, mentre l’allattamento artificiale favorisce l’instaurarsi di una flora più povera, composta da bifido batteri, bacteroidi, fuso batteri e cocchi.

Il latte artificiale, è composto da batteri non filogenetici con l’essere umano, esponendo il lattante a patologie per le quali non ha difese ed è privo di anticorpi.

La flora intestinale del neonato è composta da oltre 300/400 specie di batteri utili per il suo organismo, che agiscono sul buon funzionamento dell’intestino, sull’assimilazione dei nutrienti, sulla sintesi delle vitamine e sul rinforzo del sistema immunitario.

Con la crescita e con il passare del tempo, le comunità di microrganismi si modificano in un processo di continuo adattamento: le specie di batteri che compongono la flora debbono essere in perfetto equilibrio; tutte le specie batteriche “buone e cattive” devono essere tra loro equilibrate.

Nella disbiosi avviene una graduale distruzione della flora batterica intestinale formata da miliardi di batteri buoni che vivono in simbiosi con noi (eubiosi), svolgendo mansioni fondamentali per la nostra salute (es. producono le vitamine del gruppo B).

I batteri, per lo più anaerobi (funghi, muffe, candida, ecc.) sopravvivono e si duplicano in assenza di ossigeno, producono formazione di aria, fermentazione, putrefazione e sostanze tossiche (ammoniaca, fenolo, indolo, cadaverina, putrescina, ecc.) che sono riassorbite dai capillari provocando un avvelenamento di tutto l’organismo.

Cause di alterazione di questo delicato equilibrio.

Alimentari: intolleranze, diete carenti, alcool.
Iatrogene: farmaci (cortisonici, antidolorifici, antinfiammatori), lassativi.
Patologiche: epatopatie, pancreatiti croniche, infezioni intestinali, dolori muscolo-scheletrici.
Neurogene: stress prolungato.
Inquinanti: coloranti, conservanti, pesticidi.

Avviene una forte caduta delle difese immunitarie, poiché nell’intestino esistono dalle 100 alle 200 stazioni linfatiche (placche di Peyer) pari all’80% del nostro sistema immunitario per cui esiste un forte aumento delle patologie gravi del colon (diverticoli, polipi, retto colite ulcerosa, tumori, ecc.).

Il drenaggio del sangue refluo dall’intestino attraverso i vasi mesenterici garantisce un immediato trasporto dell’ozono legato ai globuli rossi e, attraverso le vie portali, al fegato, con buona indicazione in patologie acute e croniche.

La colite ulcerosa è un’infiammazione dell’intestino, che interessa gli strati superficiali della mucosa intestinale e provoca lacerazioni anche sanguinanti, nelle pareti del colon.

Ha origine sempre dalla zona rettale e può successivamente estendersi a tutto il colon.

Negli stadi iniziali della malattia la mucosa intestinale appare arrossata facilmente sanguinante, mentre in quelli più gravi si possono osservare ulcere vere e proprie.

Quando la colite ulcerosa raggiunge livelli critici si può verificare perdita della funzione neuromuscolare: la colite ulcerosa e il morbo di Crohn possono degenerare e portare a displasia dell’epitelio e, nei casi più gravi, a stati tumorali.

La colite ulcerosa non dipende dall’estrazione sociale o geografica dei pazienti.

E’ molto diffusa tra i 20 e i 40 anni; la sua eziopatogenesi non è ancora pienamente accertata anche se la razza bianca è maggiormente colpita  a causa dell’alimentazione troppo ricca di grassi e povera di scorie.

La colite ulcerosa è caratterizzata da un alternanza di periodi di benessere a riacutizzazioni. talora con periodi prolungati di benessere, ma , anche quando il paziente sta bene, esiste una infiammazione sistemica cronica di basso grado ( generalmente silente ).

Per la diagnosi è utile la determinazione presso il Centro Fisioterapico di alcuni esami:

  • la ricerca di sangue occulto nelle feci
  • la ricerca e il dosaggio della zonulina: indice di stasi pancreatica
  •  la ricerca e il dosaggio di indolo e scatolo nelle urine che indica

la cattiva digestione dei componenti alimentari come le proteine animali ( assunzione di carne rossa ) o di mal assorbimento dei carboidrati per eccessiva assunzione di alimenti con composizione prevalente di farine bianche.

La conta di  batteri, miceti, parassiti unicellulari in numero superiore alla norma per cui si arriva ad individuare quali alimenti possono essere non tollerati e digeriti.

  • Calprotectina nelle feci  è la denominata VES dell’intestino ed è un indice di infiammazione intestinale: con valori elevati è indice di un’alterazione dello stato di salute

(con attivazione del sistema immunitario).

In che modo l’ossigeno ozono può aiutarci?
E’ stato dimostrato che l’ossigeno ozono terapia è ampiamente efficace nel curare, i disturbi funzionali del colon e nella riabilitazione della capacità peristaltica intestinale.

E’ una terapia ben tollerata da parte dei pazienti e non presenta effetti collaterali né di breve né di lungo periodo.

L’ozono terapia restituisce all’intestino la sua funzionalità con tutte le prerogative per una valida difesa contro i batteri, i virus ed ogni altra intossicazione e disfunzione: può essere praticata mediante

  • insufflazione rettale ed acqua iperozonizzata per via orale
  • grande autoemoinfusione

 

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